Gonzalo Alvarez Garcia

Il Blog degli scritti di Gonzalo Alvarez Garcia

Un saluto agli eventuali lettori.
Agli amici di Facebook un saluto cordiale. A coloro che non mi conoscono ne conosco, un saluto cortese.
Affettuoso o distaccato, il saluto serve ad addolcire la notizia che segue:
Il professore Tommaso Romano, eccellente poeta e grande promotore della Cultura in Sicilia, ha aperto in Google un mio sito internet.
Lo troverete cliccando su Google: gonzaloalvarezgarcia.wordpress.com
In esso sono stati raccolti una cinquantina di miei scritti di tema vario: La Sicilia con la sua magnificenza e le sue piaghe endemiche, la Spagna, la politica, l’arte, la letteratura, la storia…
Sono scritti brevi. Credo che la brevità sia da preferire, di gran lunga, alla prolissità. Sono convinto che, se al Buon Dio venisse un giorno il desiderio di scrivere un trattato sull’Universo, scriverebbe una sola parola. Forse una sola sillaba, una sola lettera.
Tendenzialmente benevolo come carattere, se posso dire ciò che penso in una sola pagina, evito di castigare il lettore alla fatica di leggere più del necessario. Mi sembrerebbe un delitto. Nascondo dietro la maschera di “delitto” la mia pigrizia e l’incapacità fisica e mentale di intraprendere simili fatiche.
Devo avvertirvi, inoltre, che gli scritti sono tutti miei, nel senso che li sento scorrere nel campo gravitazionale del mio cervello come la luce e l’energia si muovono nel campo gravitazionale dello spaziotempo.
Ma non li ho generato io. Mi sono limitato ad accoglierli, allevarli, nutrirli. Ho bevuto da molti fiumi, da torrenti e da borracce di viandanti; non ricordo i loro nomi, ma non ho dimenticato il refrigerio dell’acqua…
Digitare un testo su una tastiera non significa generarlo. Il vero genitore è ”l’intera specie umana”. Io sono soltanto un figlio di qualcuno, un “hidalgo” che ha ereditato.
Proprio per questo ho evitato di appesantirli con citazioni esaurienti, con bibliografie ridondanti, con l’erudizione… Ho preferito lasciare l’erudizione agli eruditi.
Ho cercato di seguire l’esempio di due grandi maestri:
Il primo è Antonio Machado, il poeta di “Campos de Castilla”, maestoso e placido come un fiume continentale, che scrisse: “Se mi chiedete di scegliere un Poeta, scelgo Virgilio. Non per le sue “Egloghe”, le sue Georgiche o la sua Eneide. No, lo scelgo perché ebbe il coraggio di accogliere nei suoi poemi molti versi di altri poeti senza sentire il bisogno di nasconderli o di giustificarsi”.
Il secondo è Jorge Luis Borges, il cieco Vidente , foresta fluviale di misura, bellezza ed ironia, il quale si vanta di “non aver mai attentato alla sicurezza della mente umana scrivendo racconti fantastici come le “Critiche “ di Kant, la “Fisica” di Aristotele o la ‘Summa” di Tommaso d’Aquino.
Se non avete niente di meglio da fare per ammazzare il tempo e la noia che, inevitabilmente, a tutti quanti ogni tanto affliggono, vi consiglierei di sfogliare questi miei scritti. Nelle notti d’insonnia potrebbero aiutarvi a ”conciliar el sueno”. Lascio nella sua lingua originale questo detto popolare nato e cresciuto nella mia vecchia Castiglia sonnolenta e giuridica: era tanto alto il concetto che i miei antenati avevano del sonno che per rendere benigna la notte ricorrevano al sortilegio del Concilio, ai Seniores, agli Anziani che, con le loro meste memorie, sono in grado di fare che le nostre palpebre, qualche volta ribelli, si chiudano dolcemente.

Gonzalo Alvarez Garcia

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